La sinfonia degli addii / Edmund White
pp. 624 • isbn: 9788899452261

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La sinfonia degli addii

Edmund White

Traduzione di Martino Adani

Con il suo stile denso ma anche brillante, con la sua straordinaria vocazione
alla verità, White ci offre una galleria di amici, amanti e compagni di vita,
che lo porteranno a comprendere il potere dell’amicizia e dell’amore nonché
il dramma della perdita e dei dolorosi addii.
Terzo volume della tetralogia parzialmente autobiografica di White,
(Un giovane americano, La bella stanza è vuota e L’uomo sposato) il romanzo
si apre su un paesaggio umano e personale devastato dall’AIDS,
accompagnato dalla consapevolezza dell’autore di essere uno degli ultimi
sopravvissuti di una straordinaria generazione che nella New York
degli anni Settanta e Ottanta aveva animato la cultura e mutato
per sempre la società americana, dando vita al movimento
di liberazione omosessuale. Ma il grande potere della memoria
è quella di poter riavvolgere il nastro del tempo, ed ecco
che i corpi minati dalla malattia tornano giovani, sfrontati,
affamati di vita, di sesso, di parole e di libertà. Tra loro Sean,
Kevin, Dennis, Leonard (ma sono solo alcuni dei protagonisti di queste pagine),
giovani provinciali che a New York avevano trovato l’opportunità di riscattarsi.
Anche il narratore è stato uno di quei giovani, impegnato in una duplice battaglia:
diventare un romanziere, e insieme comprendere il proprio presente e futuro
di uomo gay. E allora gli sforzi frustrati, le timide incursioni
nel mondo letterario, gli incontri colti e i primi successi da scrittore
si mescolano con gli amori ‘impossibili’, la spasmodica ricerca
di avventure erotiche, i tentativi di costruire rapporti sentimentali solidi,
la smania di corpi sempre nuovi. Con il suo stile denso ma anche brillante,
con la sua straordinaria vocazione alla verità, White ci offre una galleria
di amici, amanti e compagni di vita, che lo porteranno a comprendere
il potere dell’amicizia e dell’amore nonché il dramma della perdita
e dei dolorosi addii.

«Uno sforzo letterario eroico, irriverente, sublime.»
Paolo Giordano - La Lettura