1972 / Francesca Capossele
pp. 148 • isbn: 9788899452100

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1972

Francesca Capossele

Da qualche mese Cristina vive a Lagos, in Nigeria. Una destinazione
che ha tutto il sapore di una fuga, in particolare dal proprio passato.
Una fuga impossibile, però, tanto che Cristina si convince
ad affrontare un necessario viaggio a ritroso nel tempo,
a partire dal 1972, l’anno decisivo. Allora Cristina aveva sedici anni
e viveva a Ferrara, insieme ai genitori, ma soprattutto
al fratello Marcello (di un anno più grande), il complice,
l’alleato e il confidente di sempre. Un’esistenza comune,
scandita dai “sacri pasti domestici”, dalle prime esperienze
sentimentali e soprattutto dall’ambizione di non guastare
le proprie vite così come è accaduto ai loro genitori,
odiati e allo stesso tempo compatiti. A interrompere
quella routine il trasferimento, deciso dal padre,
da Ferrara a Bologna, che ha l’effetto immediato
di provocare in Cristina e Marcello la consapevolezza
della fine della prima adolescenza, di quell’età
in cui sono ancora visibili le tracce dell’infanzia.
Bologna appare subito a Cristina e Marcello una città
estranea e minacciosa, ma l’iniziale spae-samento è superato
grazie a un incontro che sarà decisivo per entrambi: Elisabetta.
Bellissima, sfrontata, figlia della buona borghesia bolognese,
Elisabetta forma con Cristina e Marcello un vero e proprio sodalizio,
che consentirà a tutti e tre di attraversare con entusiasmo
e dolore i territori dell’amore, della politica, dell’amicizia
e infine dello scandalo. Ma una tragedia sconvolgerà la vita di tutti,
e segnerà per sempre la fine di quelle giovinezze provinciali.

«L’autrice ha una grande consapevolezza letteraria e una perfetta conoscenza degli strumenti…
un romanzo potente… il collettivo e il privato, la politica e le famiglie, un inconfessabile amore,
i bellissimi ‘esterni’ ferraresi e bolognesi, accennati con pochi tratti carichi di pathos:
il quadro di un’epoca così complessa vive in queste pagine in una sintesi magistrale.»
La Lettura - Il Corriere della Sera

«Capossele è capace di descrizioni fatte di piccoli tocchi.»
La Repubblica

«Un gran libro: tagliente, ironico, irriverente e poetico.»
Le Monde Diplomatique